L’EVOLUZIONE BIOLOGICA

Premesso che in origine la vita non era presente sulla terra e che le varie specie viventi sono comparse in modo differenziato nel tempo, ci si potrebbe chiedere se queste abbiano origini distinte (teoria fissista) o derivino per evoluzione le une dalle altre (teoria evoluzionistica).

Oggi l’ipotesi evoluzionistica è ampiamente accettata ed a suo sostegno si sono addotte ragioni tratte, oltre che dallo studio comparato dello sviluppo embrionale, dalla paleontologia, dall’anatomia comparata, dalla biogeografia. Il recente impiego della biologia molecolare sta consentendo il reale collegamento tra genetica ed evoluzione, evidenziando come anche minime mutazioni possano causare rilevanti cambiamenti nello sviluppo e nella morfologia.

Il fondatore dell’evoluzionismo può essere considerato Jean Baptiste de Monnet de Lamarck, vissuto nel diciottesimo secolo. Oggi esistono diverse teorie evoluzionistiche che, tuttavia, possono essere ricomprese nell’ambito di due grossi orientamenti:

In particolare non va dimenticata la cosiddetta "Sintesi evoluzionistica", elaborata nella prima metà di questo secolo dal naturalista e genetista Theodosius Dobzhansky, dall’ornitologo Ernst Mayr e dal paleontologo George Gaylord Simpson. Secondo questa teoria le specie, sotto l’egida della selezione naturale, si evolvono continuamente in altre specie per il sommarsi di piccole mutazioni genetiche. Tuttavia i numerosi ritrovamenti fossili degli ultimi decenni hanno rivelato come le nuove specie (non solo umane) sono comparse improvvisamente nel tempo ed in modo altrettanto subitaneo sono scomparse, sostituite da altre specie non necessariamente ad esse collegate da un continuum evolutivo. E’ questa la "Teoria degli equilibri punteggiati", proposta da Niles Eldredge (studio sui trilobiti del 1971) e da Stephen Jay Gould (studio sulle chiocciole terrestri del 1972). Questa teoria, che considera l’evoluzione come un processo irregolare e discontinuo, rende possibile una migliore comprensione dei ritrovamenti fossili e trova sempre più consenso fra i paleoantropologi.