Contraccezione, contragestazione e sterilizzazione
PREMESSA
Mentre nella regolazione naturale della fertilità (che si giova di metodi diagnostici per lindividuazione del periodo fertile del ciclo mestruale allo scopo di evitare o di facilitare la gravidanza) la coppia intende gestire la procreazione in modo responsabile, nel pieno rispetto della totalità e della peculiarità dellatto coniugale, nel cosiddetto controllo della fertilità questultima non è più vista come prezioso valore della coppia. Tesa ad un uso consumistico ed edonistico della propria sessualità, la coppia in tal caso cerca invece di sopprimere la fertilità attraverso luso di tecniche diverse tra loro, ma tutte riduttive dellatto coniugale ed antropologicamente dissolutive.
In particolare il controllo della fertilità si esplica attraverso tecniche contraccettive che mirano ad impedire la fecondazione con azione meccanica od ormonale e tecniche di sterilizzazione (maschile e femminile) che impediscono in modo pressoché permanente la capacità di procreare.
La pianificazione delle nascite viene invece attuata mediante tecniche che impediscono limpianto dellembrione in utero (intercezione) e tecniche che provocano il distacco dellembrione annidato dallutero (contragestazione).
Naturalmente intercezione e contragestazione comportano limpiego di mezzi francamente abortivi; daltra parte la stessa contraccezione ormonale, come vedremo, può comportare unazione di tipo abortivo.
CONTRACCEZIONE
Come già accennato, la contraccezione può essere realizzata con mezzi di tipo meccanico, tesi ad impedire lincontro tra lo spermatozoo e lovocellula e mezzi di tipo ormonale, con i quali vengono alterati gli eventi fisiologici che permettono alla donna di prepararsi alla fecondazione ed alla gravidanza. Nellambito delle misure contraccettive può essere incluso anche il coitus interruptus che, come il nome stesso dice, consiste nellinterruzione del rapporto sessuale prima delleiaculazione. Esso ha un indice di Pearl superiore al 15%.
¨ I contraccettivi meccanici (o di barriera) includono:
Il condom o profilattico, usato per ricoprire il pene ed evitare che il liquido seminale venga immesso in vagina; può essere associato a creme spermicide. E un mezzo poco costoso, di facile uso e reperibilità, molto propagandato anche come protettivo nei confronti delle malattie sessualmente trasmesse, particolarmente dellHIV (in realtà questo virus, 500 volte più piccolo dello spermatozoo, riesce a passare attraverso le maglie di lattice del condom in percentuali che variano dal 5 al 30%, a seconda dei diversi studi fatti ). Usando il profilattico è possibile che insorgano irritazioni e/o allergie vaginali al lattice e alle creme spermicide, senza dimenticare che questo contraccettivo, togliendo spontaneità allatto coniugale, può col tempo alterare il rapporto di coppia. Lindice di Pearl per questo contraccettivo è del 7-10% ed è in relazione alla qualità del lattice, allimpiego associato di spermicidi, alla correttezza duso.
Il diaframma, disco di gomma malleabile che viene applicato in vagina per coprire tutto il fondo vaginale, incluso il collo dellutero, ed impedire agli spermatozoi laccesso al canale cervicale. Esso ha un indice di Pearl elevato (14-15%) perché è soggetto a spostamenti; inoltre, se permane in loco per molto tempo, è causa di vaginiti e cistiti. Una variante del diaframma è il cappuccio o coppa cervicale, di plastica, gomma o metallo, che viene applicato direttamente sul collo uterino.
Questi contraccettivi meccanici femminili, oltre ad ostacolare il deflusso delle secrezioni cervicali, col tempo provocano irritazione della portio che dà luogo ad erosioni e cerviciti
3. Il preservativo femminile (in sperimentazione), guaina in poliuretano che copre tutto ilmonte di venere e che esercita unazione di contenimento per gli spermatozoi.
¨ Nel gruppo dei contraccettivi meccanici che utilizzano sostanze chimiche ricordiamo:
Spugne vaginali, immesse in vagina imbevute di spermicida. Esse assorbono il liquido seminale, ma hanno un indice di Pearl alto (28%).
Lavande vaginali, effettuate dopo il coito, eventualmente contenenti spermicidi. Non servono a nulla poiché gli spermatozoi, deposti in vicinanza del collo dellutero, già dopo 90 secondi imboccano il canale cervicale e non sono più eliminabili.
Gli spermicidi, usati per inattivare e bloccare gli spermatozoi nella loro corsa verso la cervice. Sono introdotti in vagina prima del coito sotto forma di creme, ovuli, candelette, compresse schiumogene. A lungo andare alterano il pH vaginale e possono causare vaginiti. Da soli hanno un indice di Pearl alto (25-30%) per lo stesso motivo citato a proposito delle lavande vaginali, per cui di solito sono associati ad altri contraccettivi meccanici.
¨ I contraccettivi che agiscono con meccanismo di tipo ormonale: la pillola estroprogestinica.
Essa è stata realizzata combinando tra loro due ormoni di sintesi, un estrogeno ed un progestinico, che agiscono alterando i naturali meccanismi ormonali che regolano il ciclo ovarico femminile. Tra gli estrogeni il più usato è letinilestradiolo, attivo per via orale grazie allaggiunta del gruppo etinilico in posizione 17; tra i progestinici ricordiamo il levonorgestrel e il noretinodrel (derivati del 19-nortestosterone), nonché i progestinici a bassa attività androgenica (desogestrel, gestodene, norgestimate) e gli antiandrogenici (ciproterone acetato). Oggi si preferisce luso di preparati contenenti progestinici a bassa attività androgenica associati a ridotte concentrazioni di estrogeni (< 50 m g) per limitare i danni organici legati alluso prolungato della pillola estroprogestinica (aterosclerosi, ictus, infarto, danni metabolici, ecc.). Se questi preparati risultano essere meno dannosi per la donna che ne fa uso, essi tuttavia esplicano, come si dirà più avanti, un più spiccato effetto abortivo.
Gli estroprogestinici possono essere somministrati sotto forma di pillole monofasiche (con dose costante di estrogeno a basso dosaggio e di progestinico), bifasiche, trifasiche e sequenziali (con concentrazioni ormonali variabili, imitando il ciclo ovarico fisiologico), a prevalente azione antiandrogenica ( in cui il ciproterone acetato sostituisce il progestinico per eliminarne gli effetti androgenici, quali acne e crescita pilifera).
Lindice di Pearl per la pillola estroprogestinica regolarmente assunta è compreso tra 0.07 e 0,5% (in media 0,28%). Esso aumenta in caso di assunzione irregolare.
Lazione estroprogestinica si esplica a più livelli:
Sullasse ipotalamo-ipofisario, con effetto di feed-back negativo sulla liberazione delle gonadotropine ipofisarie FSH e LH; di conseguenza nellovaio i follicoli non vanno a maturazione, non producono ormoni, né tantomeno si ha lovulazione.
Sullendometrio uterino, con azione, presente anche nei periodi di sospensione del contraccettivo, dovuta al progestinico. Questo antagonizza ed inibisce lazione di sintesi mediata dagli estrogeni dei recettori uterini per il progesterone e per gli estrogeni; ne consegue la mancanza della fase proliferativa e secretiva a carico dellendometrio che così non può preparare lutero alleventuale annidamento dellembrione. Le pillole a basso dosaggio estrogenico, di ultima generazione, favoriscono in modo più incisivo tale azione.
Sulle tube di Falloppio, la cui motilità è alterata soprattutto dal progestinico. In tal modo è resa più difficile sia la fecondazione (è ostacolato il movimento degli spermatozoi che risalgono le tube: effetto contraccettivo), sia il viaggio dellembrione verso lutero (effetto di tipo abortivo con aumentato rischio di gravidanza tubarica).
Sulla cervice uterina, il cui muco è reso impervio agli spermatozoi che non possono risalire il canale cervicale. Così come descritto per lutero, tale azione è dovuta al progestinico che riduce il numero dei recettori per estrogeni e progesterone, con conseguente riduzione numerica e funzionale delle ghiandole cervicali. Perché leffetto contraccettivo legato alla barriera mucosale sia efficace, occorre che il livello ematico del progestinico rimanga costante, cosa di non facile attuazione pratica; daltra parte questazione, nel tempo, può essere causa di artrofia della mucosa e, quindi, della perdita delleffetto-barriera.
Esaminando quanto descritto, si può facilmente notare come, qualora leffetto antiovulatorio fallisca, lazione della pillola estroprogestinica sullendometrio e sulle tube sia di tipo francamente abortivo. Di fatto, facendo riferimento a studi riportati in letteratura, è possibile affermare, sia pure in modo approssimativo, come diremo meglio in seguito, che dieci anni di impiego continuo e regolare della pillola estroprogestinica comportano la perdita di almeno un embrione; considerando il numero delle donne che ricorrono a questo metodo contraccettivo, è evidente come leffetto abortivo della pillola sia un evento di rilevante portata.
In particolare, è limpiego di pillole a basso contenuto di estrogeni che comporta una inibizione incompleta dellasse ipotalamo-ipofisario, con possibilità per alcuni follicoli, soprattutto nei giorni di sospensione e durante la prima settimana di assunzione del farmaco, di giungere a maturazione; in percentuale varabile nei diversi studi fatti, qualcuno di questi follicoli può dar luogo allovulazione. Statisticamente si possono avere 6,48 ovulazioni in 200 cicli di uso regolare della pillola. Tuttavia, poiché, come si è detto, lestroprogestinico provoca anche un effetto-barriera sul muco cervicale, levento abortivo dipende anche dallinsuccesso di questazione, con passaggio degli spermatozoi attraverso la cervice ed eventuale fecondazione dellovocita. Ciò è reso possibile dallestrema sensibilità del collo uterino a variazioni, anche piccole, dei livelli ormonali ematici, per cui nello spazio di alcune ore è possibile il passaggio da un muco di tipo gestagenico ad uno di tipo estrogenico e viceversa. Per lo stesso motivo non è agevole elaborare un giudizio statistico sulla percentuale di permeabilità della barriera mucosale cervicale agli spermatozoi mentre è in corso una contraccezione di tipo estroprogestinico: con buona approssimazione si può affermare che si verificano 50 interruzioni del blocco mucosale ogni 200 cicli di regolare assunzione del contraccettivo.
In definitiva, anche se non è possibile quantificare in modo certo il rapporto tra numero di fecondazioni e numero di aborti che si verificano in corso di contraccezione con estroprogestinici assunti regolarmente, si può verosimilmente affermare che per ogni 200 cicli si verificano 1,55 fecondazioni; tale numero risulta corretto in base alletà ed alla considerazione che di norma il numero di fecondazioni è pari al 25% delle ovulazioni. Confrontando poi tale numero di fecondazioni con quello delle gravidanze che si verificano in 200 cicli di assunzione del contraccettivo (lindice di Pearl è rapportato a 200 cicli) se ne può dedurre che luso continuo e regolare della pillola estroprogestinica comporta la possibilità che si verifichino 1,5 aborti per ogni 200 cicli (pari a 15 anni), ovvero un aborto ogni 10 anni.
Naturalmente, se il contraccettivo è assunto in modo irregolare, da quanto detto si comprende come labortività aumenti, dal momento che si viene a creare una soluzione di continuità nelleffetto-barriera esercitato sugli spermatozoi dalla mucosa cervicale (prontamente sensibile ai mutati livelli ormonali ematici), con aumentate possibilità di fecondazione, mentre lendometrio permane inadatto allimpianto dellembrione.
INTERCEZIONE
Come già accennato nella premessa, gli intercettivi agiscono con un meccanismo di tipo abortivo, poiché impediscono lannidamento dellembrione in utero. Sono di tipo ormonale o meccanico e possono essere utilizzati in modo sistematico o subito dopo un rapporto sessuale.
¨ Intercettivi che agiscono con meccanismo di tipo ormonale:
La minipillola, così detta in quanto costituita da progestinici a basse dosi, somministrata giornalmente, senza alcuna interruzione. Essa è usata nei paesi in via di sviluppo e poco nei paesi industrializzati perché comporta perdite ematiche irregolari (per questo motivo alle pillole è stato aggiunto ferro), nonché aumento di cinque volte dellincidenza di gravidanze tubariche (verosimilmente da alterata motilità delle tube). Il meccanismo dazione è legato allalterazione dellendometrio, reso inadatto allannidamento dellembrione, ma la minipillola nel 40% ca. dei casi ha anche effetto antiovulatorio; inoltre fa diventare il muco cervicale inaccessibile agli spermatozoi. Lindice di Pearl di questo intercettivo è compreso tra luno ed il sei per cento ed è stato calcolato che il suo uso continuo può provocare un aborto ogni cinque anni.
I progestinici deposito, ad azione prolungata e rilascio graduale del preparato ormonale. In questo gruppo sono comprese le preparazioni iniettabili (una dose per via intramuscolare ogni tre/cinque mesi, con quantità di rilascio decrescente nel tempo), gli impianti sottocutanei (progestinici od estroprogestinici inclusi in capsule in silastic, teflon o silicone, a tasso di rilascio costante legato al riassorbimento organico della capsula), gli anelli vaginali (flessibili, di varia forma e dimensione, inseriti profondamente in vagina liberano estroprogestinici che hanno anche effetti sistemici).
Il loro meccanismo dazione è legato solo in parte al blocco dellovulazione, poiché i progestinici non sono in grado di inibire del tutto lattività dellasse ipotalamo-ipofisario; inoltre, da studi fatti, risulta che lazione antiovulatoria dei progestinici deposito si riduce nel tempo, comportando una ripresa delle ovulazioni finanche nel 50% dei cicli. Quindi i meccanismi principali dazione di questi preparati si riconducono alleffetto contraccettivo legato allalterazione del muco cervicale, reso inaccessibile agli spermatozoi, e soprattutto alleffetto abortivo antinidatorio, dovuto allalterazione della mucosa endometriale.
Lindice di Pearl è compreso tra lo zero ed il due per cento. Il lento ma continuo rilascio di progestinici in circolo è causa di fastidiose,ripetute perdite ematiche.
3. La "pillola del giorno dopo", somministrata entro 72 ore da un rapporto sessuale con presunta avvenuta fecondazione. In realtà col termine "pillola del giorno dopo" non si fa riferimento ad uno specifico preparato, bensì alla somministrazione di estrogeni od estroprogestinici in alte dosi entro le 72 ore dal rapporto. Il meccanismo dazione di questo intervento farmacologico è di tipo luteolitico, antinidatorio (alterazione cellulare ed enzimatico-recettoriale della mucosa endometriale, resa inadatta allannidamento dellembrione eventualmente pervenuto in utero), antiovulatorio (solo nel 20% dei casi). Si tratta, quindi, di un mezzo decisamente abortivo che, peraltro, si accompagna ad una aumentata incidenza di gravidanze ectopiche (non inibite), nonché ad effetti collaterali quali nausea, vomito, cefalea, metrorragia.
La "pillola del giorno dopo" rientra nella cosiddetta contraccezione post-coitale o di emergenza, che include anche luso del danazolo, degli analoghi del GnRh e della spirale o IUD. Si tratta di sostanze antinidatorie, utilizzate a scopo abortivo subito dopo una supposta fecondazione.
¨ Intercettivi che agiscono con dispositivi di tipo meccanico: la spirale o dispositivo intra-uterino (IUD)
La spirale, di materia plastica o metallica (es. argento), può assumere forme diverse (a zampa doca, a T, numero 7, ecc.) e può essere del tipo "medicato" o "non medicato". Nel tipo "medicato" si ha laggiunta di sostanze che hanno il compito di potenziare lazione della spirale, quali fili metallici (es. rame) avvolti a spirale, o anche progesterone sotto forma di microdepositi a lento rilascio nella cavità uterina. Il tipo "non medicato", è invece privo dellabbinamento a queste sostanze. Lo IUD viene applicato nella cavità uterina. Il meccanismo dazione è essenzialmente di tipo antinidatorio ed è legato allinstaurarsi di una reazione da corpo estraneo: il contatto della spirale con lendometrio genera alterazione infiammatoria cronica della parete endometriale e liberazione nella cavità uterina di prodotti di disfacimento (leucociti e cellule endometriali) ad azione embriotossica e spermiotossica. Vengono liberate anche prostaglandine che, aumentando la contrattilità del miometrio, rendono più difficile la risalita degli spermatozoi, nonché lannidamento dellembrione, già notevolmente ostacolato dalla alterazione infiammatoria endometriale. L a presenza del rame potenzia lazione infiammatoria, mentre rende il muco cervicale impervio agli spermatozoi; anche laggiunta del progestinico interferisce sulla permeabilità del canale cervicale agli spermatozoi e genera unatrofia della superficie endometriale che risulta inadatta allannidamento.
Alcuni autori hanno riconosciuto alla spirale solo un effetto-barriera sulla risalita degli spermatozoi, basandosi sulla negatività del test per la ricerca delle b hCG sieriche. In realtà queste ultime sono dosabili nel sangue materno solo dopo limpianto dellembrione, per cui tale test risulta inadatto a manifestare in modo così precoce lavvenuta fecondazione. Altri autori, ricorrendo al dosaggio dell EPF (Early Pregnancy Factor), un polipeptide immunosoppressore liberato in circolo a 24 ore dallavvenuta fecondazione, hanno dimostrato la presenza di embrioni vitali in donne portatrici di IUD; la sequenziale negatività delle b hCG deponeva per leffeto abortivo antinidatorio. Questeffetto, daltra parte, è indirettamente confermato da una aumentata incidenza, in queste donne, delle gravidanze ectopiche.
CONTRAGESTAZIONE
I contragestativi sono abortivi che agiscono dopo lannidamento dellembrione, provocando il distacco di questultimo dalla parete uterina. Sono inclusi in questo gruppo il mifepristone, le prostaglandine ed i vaccini anti-hCG e anti-Tba.
1. Il mifepristone o RU486 o "pillola del mese dopo" è un antiprogestinico, poiché agisce da antagonista recettoriale del progesterone.
Il progesterone, come già accennato in precedenza, svolge un ruolo fondamentale nellinizio e nella prosecuzione della gravidanza. Secreto prima dal corpo luteo, poi, al termine dellottava settimana di gravidanza, dal trofoblasto, esso stimola la modificazione deciduale dellendometrio, riduce la risposta del miometrio allazione di prostaglandine ed ossitocina (riduzione della contrattilità del miometrio), modifica il muco cervicale impedendo il passaggio agli spermatozoi, inibisce la liberazione di LH da parte dellipofisi bloccando lovulazione. Tutte queste azioni valgono a proteggere lembrione annidato: il blocco dei recettori del progesterone da parte dellRU486 priva lembrione annidato di tale protezione e lo espone al distacco dalla parete uterina. Il mifepristone, infatti, danneggiando i capillari endometriali provoca emorragie e sfaldamento dellendometrio e, quindi, distacco del trofoblasto; la gonadotropina coriale (hCG), secreta dal trofoblasto e riversata nel sangue materno, decade rapidamente e cessa la sua azione di stimolo sul corpo luteo con conseguente caduta del livello ematico del progesterone: il circolo abortivo così si chiude. In più dallo sfaldamento dellendometrio si liberano prostaglandine (soprattutto PgF2a ) che accentuano lazione abortiva dilatando la cervice e stimolando le contrazioni uterine. In realtà alla somministrazione di RU486 (600 mg per os in dose unica) spesso si associa dopo 3648 ore quella di prostaglandine per potenziarne leffetto abortivo: questo si ha nel 60-85% dei casi adoperando solo lRU486, nel 99% dei casi associando anche le prostaglandine. L'uso delle prostaglandine è legato alla necessità di "garantire" l'effetto abortivo, poichè la RU486, se fallisce, può causare malformazioni fetali; tuttavia questa associazione farmacologica potenzia l'effetto emorragico della pillola, complicanza da non sottovalutare (ultimamente si è avuta la morte per emorragia imponente di una donna francese che aveva fatto uso della RU486).
Non va dimenticato che lazione del mifepristone è legata alla sua capacità di antagonizzare il progesterone circolante, quindi è legata al suo livello ematico che risulta efficacemente competitivo nella fase iniziale della gravidanza (entro il 49° giorno dal concepimento) quando i livelli del progesterone non sono ancora alti. Di solito lespulsione dellembrione si ha dopo quattro ore.
2. Le prostaglandine, soprattutto le PgE2 e PgFa , delle cui azioni si è già detto. Si ritiene che esse esercitino anche un effetto luteolitico diretto che causi aborto in conseguenza della caduta dei livelli di progesterone. Alle prostaglandine viene associato lepostane che blocca la conversione pregnenolone® progesterone agendo sullenzima 3b idrosteroidodeidrogenasi.
3. I vaccini anti-hCG ed anti-Tba, in sperimentazione, che possono essere causa di sterilità definitiva.
Il vaccino anti-hCG ha lo scopo di indurre la formazione di anticorpi contro la gonadotropina corionica secreta dal trofoblasto, in modo da causare linvoluzione del corpo luteo e la caduta del livello ematico del progesterone secreto da questultimo. Come già detto a proposito dellRU486, la conseguenza di tutto ciò è il disfacimento dellendometrio con distacco ed eliminazione dellembrione.
Diverse sono le soluzioni adottate nella preparazione di questo vaccino:
Tossoide difterico o tetanico (carrier) unito ai 37 aminoacidi del terminale carbossilico dellhCG (sequenza specifica). Questo vaccino non ha reazioni crociate con lLH, ma è attivo solo per breve tempo.
Tossoide tetanico unito alla subunità b dellhCG. Anche questo vaccino, sperimentato in India, genera una risposta incostante.
Vaccino ibrido ottenuto dallunione tra la subunità b dellhCG umana e la subunità a dellLH ovino. Sono possibili reazioni crociate con lLH umano, nonostante vi sia una più spiccata risposta anticorpale.
Il vaccino anti-Tba (antitrofoblasto), diretto contro una proteina di superficie del trofoectoderma, in fase iniziale di sperimentazione, voluto dallOMS.
STERILIZZAZIONE
Va fatta distinzione tra la sterilizzazione terapeutica e la sterilizzazione contraccettiva. La prima, di solito eseguita per gravi patologie (emorragie, neoplasie), è finalizzata alla salvezza della totalità dellorganismo e comporta di solito interventi radicali, quali lasportazione di utero, ovaie, testicoli. La seconda, che può essere coattiva o obbligatoria oppure volontaria, mira a risolvere in modo definitivo il problema della contraccezione, estendendola dai singoli atti contraccettivi alla totalità del blocco procreativo realizzato attraverso tecniche di sterilizzazione agenti per lo più sulle tube o sui dotti deferenti.
La paura dellesplosione demografica nei paesi in via di sviluppo e il timore delle sue ipotetiche ripercussioni sulleconomia e sullinquinamento mondiale ha avuto un ruolo determinante nelladozione e diffusione su scala mondiale della contraccezione in generale e della sterilizzazione contraccettiva in particolare, viste come mezzi drastici ma necessari per arginare il pericolo del sovraffollamento planetario. Considerando questo problema un fatto di sicurezza nazionale, i paesi produttori hanno dato vita al cosiddetto neomalthusianesimo, fissando in conferenze mondiali prima decennali (dal 1974 al 1994), poi annuali, i principi per il birth control da applicare ai popoli del III mondo (sovvenzionamento di campagne anticoncezionali, sterilizzazioni di massa es. in India negli anni 70 - , ricatti economici). Secondo lOrganizzazione Mondiale della Sanità la sterilizzazione oggi è uno dei mezzi più usati nel mondo per il controllo della fertilità, coinvolgendo un numero enorme di persone, per lo più donne, anche se va detto che sono in ascesa gli interventi di vasectomia maschile. Già nel 1980 le persone sterilizzate erano 102,5 milioni, di cui quasi il 70% in Cina ed India; attualmente si calcola che almeno 140 milioni di donne siano state sottoposte a sterilizzazione. Nei paesi occidentali non ci sono ostacoli legali a questa forma di controllo della fertilità (in Inghilterra è addirittura gratuita) che sta trovando sempre maggiore consenso anche nei paesi orientali (ad es. in India, Cina, Corea, nonché, in forma coattiva, nel Bangladesh); Corea, Portorico e Canada sono citate, nel rapporto O.N.U., come le nazioni a più alto indice di sterilizzazione.
La sterilizzazione femminile, detta anche "isolamento uterino", viene di solito effettuata intervenendo sulle tube, attualmente raggiunte, di solito, attraverso il fornice vaginale posteriore o la cervice. Le tecniche utilizzate sono diverse: escissione e legatura delle tube; elettrocauterizzazione; impiego di clips o anelli; occlusione del lume tubarico in modo meccanico con silicone, ceramica, ecc. o anche in modo chimico impiegando sostanze sclerosanti come il fenolo, la quinacrina, le tetracicline, ecc.
La sterilizzazione maschile viene eseguita con tecnica chirurgica (sezione e legatura dei dotti deferenti) o meccanica (inserimento nei deferenti di dispositivi occlusivi in poliuretano).
E possibile una reversibilità con ripristino della fertilità in una percentuale superiore al 50% dei casi (40-70% nelluomo, >60% nella donna), ma molto dipende dalla tecnica di sterilizzazione usata, nonché dalla possibilità di poter disporre di attrezzature e di operatori specializzati nel settore. Inoltre, anche in caso di reversione (il cui intervento non è esente da rischi), è possibile linsorgenza di complicanze, quali laumento delle gravidanze extrauterine nella donna e la produzione di anticorpi anti-spermatozoo nelluomo. Questi anticorpi possono avere azione agglutinante e/o agglutinante per gli spermatozoi e possono essere causa di sterilità permanente anche dopo ricanalizzazione dei dotti deferenti; inoltre sembra che nelluomo la vasectomia comporti un aumentato rischio di tumori della prostata e dei testicoli.
MOTIVAZIONI ED ASPETTI ETICI
Nella seconda metà del XX secolo si è avuto un progressivo capovolgimento etico nei confronti della vita: dalla sua tutela, ripetutamente riconosciuta in dichiarazioni universali si è passati gradualmente ma decisamente alla negazione del diritto alla vita, chiedendone anche il riconoscimento giuridico da parte delle istituzioni. Contraccezione, aborto, sterilizzazione, eutanasia sono diventati e diventano sempre più un "diritto" che, nella mentalità collettiva, poggia sulle basi di un vuoto morale nei confronti della vita e della dignità della persona, cui il valore della vita fa riferimento.
Questa nuova mentalità ha trovato notevole spinta nel permissivismo edonista di derivazione borghese, figlio della civiltà del benessere e dei consumi. In questottica anche il sesso è visto come bene di consumo e mezzo per esprimere la libertà assoluta delluomo, per cui va difeso da ogni "irretimento" etico. Naturalmente, in questo processo di cambiamento di mentalità, molto ha contribuito, tra le altre cose, la visione antropologica materialista di Freud, Feuerbach, Marx, Marcuse. Né va dimenticato il ruolo avuto dalla pubblicazione del cosiddetto Rapporto Kinsey (1948 1953) nel quale troviamo unanalisi del comportamento sessuale della società americana, analizzato alla luce del criterio scientifico weberiano di causa-effetto: il rapporto sessuale segue unadeguata stimolazione psico-fisica; questa, a sua volta, risente della trasformazione della società che, passando da uneconomia di tipo rurale ad una di tipo industriale, ha subito un mutamento anche in ciò che concerne la vita familiare e sessuale in generale (vita di coppia, rapporti preconiugali ed extraconiugali). Anche il neomalthusianesimo (di cui si è già detto a pag. 11) e il movimento femminista hanno contribuito non poco al cambiamento di mentalità nei confronti della vita, particolarmente della vita nascente. Proclamando la libertà della donna da ogni condizionamento, il movimento femminista ha inteso sganciarla dallo stereotipo donna= moglie= madre, per rivendicarne il ruolo socio-politico in piena parità con luomo. In questo contesto appropriarsi della libertà vuol dire anche, per la donna, gestire la propria sessualità con il diritto di poter ricorrere alla contraccezione e allaborto.
Ma la "mentalità contraccettiva" è anche frutto di campagne di "pianificazione familiare" condotte in nome del progresso e della rivendicazione della libertà personale. Una volta che si è fatta strada lidea che la gravidanza è un evento negativo, in quanto limitativo di detta libertà, è facile introdurre laborto come riparazione e la sterilizzazione come mezzo definitivamente risolutivo del problema. Frattanto contraccezione, sterilizzazione ed aborto rientrano tra le cause principali della grave denatalità che si riscontra nei paesi industrializzati.
Ciò che la mentalità odierna sembra non comprendere è che la libertà non può essere disgiunta dalla volontà: luomo è chiamato liberamente a scegliere, a pronunciarsi su ciò che vuole, e ciò comporta responsabilità. Ciò è valido per tutte le attività delluomo, quindi anche per lattività sessuale, nella quale sono naturalmente e inseparabilmente espresse le due dimensioni, quella unitiva e quella procreativa. Eliminare la dimensione procreativa conservando, sia pure per rinsaldare il vincolo coniugale, quella unitiva, vuol dire manipolare in modo irresponsabile latto coniugale che per sua natura vuole esprimere la donazione reciproca e totale dei coniugi in cui si innesta il dono della vita. Nellatto sessuale, inoltre, i coniugi sono chiamati ad esprimere la loro responsabilità anche nei confronti dei figli che nasceranno, esercitando in tal modo una vera paternità e maternità responsabile, ricordando che si può agire irresponsabilmente non solo ricorrendo alla contraccezione, ma anche servendosi sistematicamente dei metodi di regolazione naturale della fertilità per evitare la procreazione.
Per ciò che riguarda la sterilizzazione, va detto che dal punto di vista etico la forma terapeutica non comporta problemi morali perché finalizzata, come già detto, alla salute della totalità dellorganismo; la forma coattiva, invece, è lesiva per lintegrità fisica della persona e ne impedisce la libertà di procreare; per ciò che concerne la sterilizzazione volontaria, infine, va detto che luomo è responsabile, ma non padrone del proprio corpo e delle sue funzioni. Non sono i genitali (perfettamente sani) la causa delleffetto indesiderato (la gravidanza), ma lo è il modo sbagliato di gestire la propria sessualità e capacità procreativa.
Da alcuni vengono invocati i principi di opzionalità e di globalità per giustificare il ricorso alla sterilizzazione (o alla contraccezione). Secondo il principio di opzionalità è possibile, nel caso specifico, sacrificare laspetto procreativo (male minore) quando vi sia la necessità di scegliere tra lallontanamento dei coniugi (a causa di una difficoltà oggettiva che non permette lapertura alla vita ) e la salvaguardia della loro unione dietro la "protezione" della contraccezione o della sterilizzazione. Si dimentica, in questo caso, che la soppressione dellaspetto procreativo provoca una degradazione anche dellaspetto unitivo ad esso strettamente connesso e provoca un disordine ontologico della persona; inoltre non viene presa in considerazione la possibilità di ricorrere ai metodi di regolazione naturale della fertilità. Secondo il principio della globalità è lecito ricorrere alla sterilizzazione (o alla contraccezione) per garantire la tutela del bene globale personale (nel senso di bene coniugale, familiare, sociale): bisogna dedurne che per i sostenitori di questo principio la dimensione fisica non fa parte di questa globalità? Forse che il bene coniugale, familiare e sociale può prescindere dal bene integrale della persona che è il bene più alto?
Della sterilizzazione, infine, va detto che essa va giudicata in modo più grave della contraccezione, poiché blocca in modo durevole, non solamente momentaneo e legato al singolo atto, la capacità procreativa.
CONCLUSIONI
La cosiddetta "mentalità contraccettiva" e, in generale, tutto ciò che la società odierna sta perpetrando a danno della vita, è frutto di una "cultura di morte" che, in ultima analisi, è figlia del processo di secolarizzazione: smarrito il senso della trascendenza, luomo si è esposto ad una dissoluzione antropologica e morale, ritrovandosi in balia di se stesso. Il relativismo, lindividualismo, il consumismo, il prevalere della dimensione economica sulla dignità della persona sono i frutti di questa dissoluzione che, per ciò che concerne la sfera sessuale, ha trovato sbocco ed incentivo facendo coincidere il possibile col lecito - nelle conquiste della medicina (pillola estroprogestinica, RU486, tecniche di sterilizzazione, FIVET, ecc.).
Inoltre riveste un ruolo importante la carenza di unadeguata e diffusa opera di informazione sui mezzi di controllo della fertilità e di pianificazione delle nascite che possa portare ad una retta conoscenza dei meccanismi con cui i mezzi usati agiscono. Ancora più carente appare linsegnamento e lapproccio ai pur validi metodi di regolazione naturale della fertilità. La sessualità è affrontata in modo superficiale, senza ladeguato bagaglio culturale etico scientifico che la società, la scuola in particolare, è chiamata a dare; anche la famiglia, figlia del suo tempo, appare oggi impreparata a dare il suo apporto in tal senso. In più la fertilità è tendenzialmente vista come un problema al femminile, inquadrata nel contesto generale del diritto alla libertà sessuale.
Se la sessualità è corporeità differenziata (maschio femmina) ed il corpo fa parte, con lo spirito, dellessenza delluomo, allora la sessualità è componente fondamentale della persona e come tale va accettata e rispettata. La problematica si sposta, dunque, sul concetto di persona e sullestensibilità di questo termine a tutti gli esseri umani (embrioni, anziani, handicappati, ecc.). Questa, appunto, è la battaglia condotta dalletica cattolica personalista, che fa riferimento ad un personalismo con fondazione ontologica, e che ha nella difesa della vita fisica uno dei suoi capisaldi. Pur non esaurendo tutto il valore della persona umana che è anche spirito e pur non essendone il valore supremo (che appartiene alla sfera della trascendenza), la vita fisica è considerata, nella visione personalista, fondamento su cui poggiano e si sviluppano tutti gli altri valori della persona.