DIOCESI DI NOCERA INFERIORE-SARNO

 

CONSULTORIO FAMILIARE DIOCESANO

 

TOMMASO M. FUSCO

 

 

STATUTO

 

 

 

TITOLO I - Costituzione e sede

 

Art. 1.

E’ istituito il Consultorio Familiare Diocesano, istituzione diocesana di utilità sociale senza finalità di lucro denominata "Tommaso Maria Fusco"‑ siglabile "TMF”. Esso si definisce come consultorio di dichiarata ispirazione cristiana (Direttorio di Pastorale familiare n.272)

Il Consultorio è promosso dalla Diocesi Nocera Inferiore –Sarno (SA). Ha una durata illimitata ed ha sede provvisoria .in Casatori di San Valentino Torio alla via S. Maria delle Grazie, 23.

 

 

 

TITOLO II – Scopo sociale

 

Art.2.

Il Consultorio, che non .ha scopo di lucro, persegue fini di utilità sociale e non può svolgere attività diverse da quelle di cui all'oggetto, con l'eccezione di quelle connesse.

Scopo sociale primario è il vero bene della persona, della coppia, della famiglia e del matrimonio con l'attenzione all'amore, alla sessualità e alla vita umana dal concepimento alla morte naturale in conformità alla visione cristiana proposta nel Vangelo e nell'insegnamento del Magistero della Chiesa. Il Consultorio si definisce secondo le finalità indicate nella legge quadro n° 405/75 e da altre norme statali, regionali e locali vigenti in materia. Offre, attraverso 1'interdisciplinarietà di un gruppo di lavoro, servizi di consulenza, formazione, prevenzione e interventi sul territorio; inoltre realizza e offre itinerari formativi per lo svolgimento del compito educativo, nelle scuole, nelle realtà pubbliche sociali, e nelle realtà ecclesiali.

 

Art.3.

S'impegna a ,considerare particolarmente: i problemi della coppia, con particolare attenzione alla vita di relazione con tutti i suoi aspetti di comunicazione e di dialogo; la vita sessuale e la regolazione naturale della fertilità; l'accoglienza della vita nascente; l'educazione di adolescenti e giovani alla vita, all'amore, alla sessualità; la preparazione dei fidanzati al matrimonio.

Agisce anche in favore di anziani, handicappati e di quanti si trovino in forme di esistenza precaria.

 

Art. 4.

Inoltre l’attenzione riguarda anche gli aspetti pedagogico ‑ educativi dell'affidamento, dell'adozione nazionale e internazionale; delle questioni legate al recupero del senso della vita da parte di minori in condizioni di disagio esistenziale. L'opera è prestata per i cittadini italiani e per gli stranieri che vivono sul territorio nazionale.

 

Art. 5.

S’impegna a promuovere la nascita sul territorio di strutture per la formazione di insegnanti dei metodi naturali in collaborazione con gli altri enti preposti, altresì si impegna a prevedere la realizzazione di organismi atti a curare la formazione permanente degli insegnanti. Sempre nell’ambito del tema della Procreazione Responsabile favorisce e promuove la collaborazione con le strutture sanitarie per favorire indagini diagnostiche circa la fertilità.

 

Art.6.

Lo scopo sociale può essere conseguito, anche in collaborazione ad altri enti nazionali ed internazionali, pubblici e privati, che siano interessati alla realizzazione di analogo scopo sociale o che intendono perseguire le stesse finalità. Un particolare legame, di carattere operativo, è previsto con l’Associazione Progetto Famiglia e con il Centro diocesano di cultura Bioetica.

Art.7.

Per conseguire lo scopo sociale, il consultorio organizza interventi diretti ai destinatari (bambini, adolescenti, giovani ed adulti) e/o iniziative di formazione proposte ai loro educatori. Può promuovere e istituire, anche, con il concorso di altri enti, in Italia o all'estero, scuole di formazione per genitori, centri di ascolto, telefono amico, corsi di formazione per persone da specializzare nei vari ambiti della pastorale familiare (corsi prematrimoniali ‑ educazione alla maternità e paternità responsabile con insegnamento dei metodi naturali); cicli di conferenze, di lezioni e attività simili, può compiere ogni altra azione o iniziativa culturale che sia ritenuta utile per il conseguimento delle finalità umane e sociali assunte come proprie e comunque finalizzate all'affermazione di una autentica cultura della persona, della famiglia e della vita. Offre servizi di assistenza legale, medica, psicologica, psicopedagogica e morale a quanti ne facciano richiesta.

 

Art. 8.

Se necessario ai fini dell'attuazione dello scopo sociale, il consultorio potrà organizzare, anche, in collaborazione con università e altri enti specializzati, ricerche mediche, psicologiche, giuridiche, pedagogiche e simili, con eventuali pubblicazioni degli studi.

 

Art.9.

Per i fini suddetti può provvedere a pubblicazioni periodiche e/o bollettini su temi attinenti al proprio scopo sociale. Può servirsi di ogni mezzo di comunicazione sociale, come filmati, videocassette, dischi ed altro. Il Consultorio può bandire concorsi o istituire borse di studio ed ogni altra attività riservandosi di pubblicare le opere pervenute.

 

Art. 10.

Nell'ambito dell'oggetto, il Consultorio si impegna a sostenere la biblioteca GIOVANNI PAOLO II presente in diocesi e specializzata sul tema della famiglia. Essa sarà consultabile dai soci, dai collaboratori. Inoltre promuove la realizzazione di un sito web per favorire la cultura della famiglia anche su internet.

 

Art. 11.

Il consultorio si iscrive alla federazione dei Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana.

 

 

 

TITOLO III ‑ Organi del consultorio

 

Art. 12.

Il Consultorio si organizza nei seguenti organi: Presidente, Consiglio direttivo ed  Equipe.

 

PRESIDENTE

 

Art. 13.

Il presidente  del Consultorio Familiare diocesano  è  Sua Ecc.za il Vescovo. Egli nomina il direttore  perché lo rappresenti ufficialmente in sua mancanza. Il presidente rappresenta legalmente il consultorio nei confronti di terzi in giudizio, firma gli atti ufficiali, approva il bilancio annuale. Verifica a sua discrezione l’andamento del Consultorio e ne promuove l’attività, approva le linee programmatiche che annualmente il Consiglio direttivo definisce. Nomina il direttore e tutti i membri dell’èquipe del consultorio.

 

CONSIGLIO DIRETTIVO

 

Art. 14.

Il Consiglio direttivo è composto dal direttore del consultorio e  dal coordinatore e dal segretario. Tutti i membri del Consiglio direttivo sono nominati dal Presidente. Al Consiglio direttivo spettano tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, ad eccezione di quelli che la legge e lo statuto riservano al presidente.

 

Art.15.

Il direttore viene nominato dal presidente per scelta da una triade di nomi proposti dal consiglio di direzione e dall’equipe stabile. Egli dev’essere esperto in scienze della famiglia, per studi diretti o per esperienza decennale nell’ambito della pastorale familiare, dev’essere fedele all’insegnamento della Chiesa Cattolica su matrimonio e famiglia. Egli, garantisce l’orientamento etico e cristiano a tutte le attività del consultorio. Assume provvedimenti di urgenza con delibera da sottoporre al consiglio direttivo alla prima riunione. Decide sulla distribuzione dei compiti tra i membri dell’equipè, dirige le attività del consultorio avvalendosi dell’ausilio del coordinatore. Attua le delibere del consiglio direttivo e la volontà del presidente, può proporre al consiglio direttivo l’aggregazione di nuovi collaboratori.

 

Art.16.

Il coordinatore svolge la funzione di progettazione propositiva per le attività del consultorio, gestisce ordinariamente l’intera attività del consultorio. Coordina il lavoro dell’equipè. Favorisce l’organizzazione delle varie attività e la supervisione delle stesse. Redige il piano di azione annuale. Gestisce la cassa ordinaria. Redige il bilancio preventivo e consuntivo annuale. Può proporre al consiglio direttivo l’aggregazione di nuovi collaboratori.

 

Art.17.

Il segretario redige i verbali del Consiglio direttivo e dell’equipè del consultorio, diramare gli inviti per le convocazioni fissate dal consiglio direttivo. Mantiene l’archivio, provvede al mantenimento e al funzionamento tecnico della struttura, svolge lavori tecnici per la realizzazione delle attività del Consultorio (rapporti con la tipografia, allestimento sale durante i corsi di formazione, svolge la funzione di segreteria per tutte le attività del consultorio…).

 

Art. 18.

 Il Consiglio direttivo provvede alle attività del Consultorio, Esso potrà affidare incarichi ai membri dell’equipe del Consultorio o a terzi specificandone i compiti e gli eventuali rimborsi spese. E’ in sua facoltà redigere regolamenti per la disciplina dell’attività del Consultorio, i quali dovranno essere sottoposti al presidente. Esso si riunisce tutte le volte che il direttore o il coordinatore lo ritiene necessario.

 

Art.19.

Il Consiglio direttivo provvede alla redazione di un bilancio preventivo e consuntivo da sottoporre al Presidente per l’approvazione, ed inoltre decide sulla destinazione degli utili e degli avanzi di gestione agli scopi istituzionali.

 

 

EQUIPE DEL CONSULTORIO

 

Art.20.

L’equipe del Consultorio è costituita da quei membri, incaricati dal Consiglio direttivo o nominati dal presidente, che con la propria competenza e professionalità sono in grado di supportare l’attività del consultorio. E’ composta da: Coordinatore, Consulente o mediatore Familiare, Consulente Etico, Consulente Ecclesiastico, Psico-pedagogista, Bioeticista, Sociologo, Famiglia – Coppia.

 

Art. 21.

 Il consulente etico e il consulente ecclesiastico svolgono rispettivamente i compiti previsti  i compiti previsti direttorio di pastorale familiare.

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Art. 22.

Per la realizzazione delle attività l’equipè prevede la realizzazione di una rete di esperti che svolgano la funzione di consulenza circa le situazioni di famiglie-bisogno, e si adoperano per suggerire nuove strategie per dare centralità alla famiglia. La rete è composta da: Psicologo, Avvocato, Mediatore Familiare, Consulente fiscale, Assistente Sociale, Insegnante per la conoscenza della fertilità, Ginecologo.

 

Art. 23.

L’equipe del Consultorio viene diretta dal direttore e svolge la funzione di progettazione contenutistica per le attività del consultorio, di verificare ordinariamente l’intera attività perché risponda alle esigenze del territorio; e  interviene nel realizzare dei piani di recupero per le famiglie-bisogno nello spirito di équipe. Possono appartenere all’equipe tutti coloro che ne facciano espressa domanda scritta e siano accettati dal Consiglio direttivo. Inoltre appartengono all’equipè quanti sono nominati direttamente dal presidente o dal Consiglio direttivo.

 

Art.24.

I membri dell’equipe sono tenuti all’osservanza dello statuto, dei regolamenti interni e dalle deliberazioni adottate dagli organi sociali. Cessano di appartenere all’equipe per morte, recesso ed esclusione. Il recesso si verifica quando un membro presenti formale dichiarazione di dimissione al Consiglio direttivo. Ha effetto solo popola su accettazione  e comunque solo con lo scadere e dell’anno in corso purché sia presentato almeno tre mesi prima. L’esclusione viene deliberata dal Consiglio direttivo sentito il membro interessato. 

 

Art. 25.

Esso si riunisce una volta al mese su convocazione del direttore. Tra i membri del consiglio di presidenza viene eletto il vice direttore, con il compito di gestire la vita ordinaria del consultorio e favorire l’organizzazione delle varie attività.

 

 

 

TITOLO IV – Patrimonialità del Consultorio

 

Art. 26.

Per il conseguimento del suo scopo sociale il consultorio possiede un suo patrimonio sociale. Esso è costituito anzitutto dalla struttura fisica messa a disposizione dalla Diocesi, dalle suppellettili di arredamento e di strutture software, da un fondo economico annuale messo a disposizione dalla diocesi; inoltre dalle donazioni, dai lasciti, dai contributi di enti statali e non statali; dalle sovvenzioni di persone fisiche e giuridiche; dall'eventuale ricavato dell'attività sociale stessa.

Si fa inoltre obbligo di impiegare gli utili o avanzi di gestione per la realizzazione dell’attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

 

Art. 27.

Tutti i beni acquistati, acquisiti, strumentali o logistici, vengono consegnati alla diocesi in caso di fine attività.

 

 

Statuto approvato dal Vescovo Sua Ecc.za Mons. G. Illiano.

Casatori, 22 marzo 2000