Bioetica
e sessualità
Tratteremo specificamente dei metodi anticoncezionali e della fecondazione artificiale; degli orientamenti etici sullaborto si è già parlato a proposito del rapporto tra embrione umano e persona.
Innanzitutto occorre fare distinzione tra:
Regolazione naturale della fertilità, che si giova di metodi diagnostici per lindividuazione del periodo fertile del ciclo mestruale, allo scopo di prevenire o di facilitare la gravidanza. Le coppie che ricorrono ai metodi naturali di pianificazione naturale sono quelle che, acquisite le necessarie conoscenze della propria fertilità, intendono gestirla in modo responsabile, senza far ricorso a metodi contraccettivi, ma ricercando o rifuggendo dallatto unitivo (sempre completo) nei periodi fertili della donna. La fertilità, dunque, è vista come valore che appartiene alla coppia che valuta, in modo serio e dialogico, le motivazioni che portano o meno al concepimento.I metodi diagnostici cui fa riferimento la regolazione naturale della fertilità sono quelli del ritmo o di Ogino Knaus, il metodo della temperatura basale, i metodi sintotermici ed il metodo Billings.
Controllo della fertilità, che si esplica attraverso tecniche di sterilizzazione (maschile e femminile) e attraverso la contraccezione. Questultima consiste nellimpedimento della fecondazione attraverso il blocco della liberazione della cellula uovo dallovaio (uso della pillola estroprogestinica) o impedendo lincontro tra lo spermatozoo e la cellula uovo ( uso di profilattici, creme spermicide, coitus interruptus, diaframma , etc. ).
Pianificazione delle nascite con mezzi abortivi, quali lintercezione e la contragestazione. Con lintercezione si impedisce limpianto dellembrione nellutero, adoperando mezzi quali lo IUD e il vaccino anti hCG; ricordiamo che anche la pillola estroprogestinica, se assunta dopo la fecondazione, ha effetto abortivo di tipo intercettivo. Con la contragestazione si causa il distacco dellembrione già annidato in utero; si agisce con questo meccanismo quando vengono somministrata prostaglandine o la pillola Ru 486.
La scelta del metodo di pianificazione familiare è in relazione, dunque, allorientamento etico dei genitori e non può prescindere dalla retta conoscenza dei meccanismi con cui i mezzi usati agiscono. Troppo spesso, invece, ancora oggi la sessualità è affrontata in modo superficiale, senza ladeguato bagaglio culturale etico scientifico che la società, la scuola in particolare, è chiamata a dare. In più la fertilità è tendenzialmente vista come un problema al femminile, inquadrata nel contesto generale del diritto alla libertà sessuale.
La fecondazione artificiale include tutta una serie di tecniche che, come il nome stesso dice, mirano a sostituirsi alla fecondazione naturale (coito) per assicurare una discendenza alla coppia in caso di sterilità maschile, femminile o di coppia. Nellambito di queste tecniche, data limportanza e la rilevanza assunta dalla FIVET (Fecondazione In Vitro con Embryo Transfer), faremo cenno solo a questultima.
Occorre, tuttavia, prima distinguere la fecondazione artificiale omologa da quella eterologa. La prima utilizza i gameti della coppia, mentre la seconda si serve degli spermatozoi o delle cellule uovo appartenenti a donatori.
La FIVET comporta una preparazione preliminare della donna che è sottoposta a stimolazione ovarica, artificialmente indotta, che causa la maturazione di più oociti pressoché in contemporanea; questi vengono poi prelevati chirurgicamente attraverso la parete addominale e trasferiti in terreni di coltura dove vengono aggiunti gli spermatozoi per la fecondazione. A 32 76 ore dalla fecondazione alcuni embrioni, allo stadio di sviluppo di 8 16 cellule, sono introdotti nellutero materno; i restanti embrioni vengono congelati per essere eventualmente utilizzati in caso di insuccesso del primo tentativo. Degli embrioni trasferiti in utero, infatti, solo il 19% danno origine a gravidanze e di queste giungono felicemente a termine il 10 15% rispetto agli embrioni utilizzati (cioè quelli impiantati, senza contare quelli congelati, non riportati nelle statistiche).
I problemi etici della fecondazione artificiale in generale e della FIVET in particolare sono legati, nella forma omologa, alla perdita degli embrioni e alla riduzione della fecondazione ad un fatto tecnico. Nella forma eterologa ci sono ripercussioni sullidentità biologica, psicologica e giuridica del nascituro e sullunità matrimoniale; inoltre le cose si complicano quando si fa ricorso alle cosiddette "surrogate mothers". Non vanno infine sottovalutati il rischio di utilizzare queste tecniche con finalità eugenistica e il pericolo di complicanze, per la madre e per lembrione, legato alluso della fecondazione in vitro.